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Il Neurofeedback e il Biofeedback respiratorio nuove applicazioni in psicoterapia.

In questo post cercherò, in modo semplice e conciso, di dare alcuni elementi sull’utilizzo del Neurofeedback e del Biofeedback respiratorio in Psicoterapia esplorando come queste tecniche innovative stiano rivoluzionando il campo della psicoterapia.


Cos'è il Neurofeedback?

Il Neurofeedback è una tecnica che utilizza i segnali cerebrali per allenare il cervello a migliorare il funzionamento cognitivo ed emotivo attraverso degli esercizi di neuro-training, molto simili a dei videogiochi (i bambini, infatti, si divertono a farli) che stimolano l’attività del cervello aumentando la neuro vascolarizzazione e di conseguenza l’apporto di nutrienti e ossigeno ai neuroni.


Il cervello emette onde cerebrali che vengono misurate grazie all’HEG (Emoencefalografia), tramite un piccolo sensore posto sulla fronte del paziente, sensore che valuta anche la quantità di ossigeno circolante nel cervello (rCBO2), dati questi che forniscono un feedback in tempo reale al paziente.


Tipi di onde cerebrali: Delta, Theta, Alpha, Beta, Gamma. Ogni tipo di onda è associato a stati mentali diversi, come il rilassamento (Alpha), la concentrazione (Beta) o lo stato di sonno profondo (Delta).


Cos'è il Biofeedback Respiratorio?

Il biofeedback respiratorio è una tecnica che insegna ai pazienti a monitorare e regolare la loro respirazione per migliorare la risposta emotiva e fisica attraverso l’apprendimento di una respirazione lenta controllata attuabile con varie tecniche, tra le quali la più efficace e oggettivamente registrabile è quella attuata con il PPG Stress Flow.


Attraverso il biofeedback respiratorio si lavora non solo sul respiro ma principalmente sulla modulazione delle onde cerebrali, è scientificamente provato che la respirazione è collegata a stati emotivi, stress e ansia oltre che alla modulazione della composizione elettrochimica del nostro corpo.


Applicazioni in Psicoterapia dell’uso integrato di Neurofeedback e Biofeedback respiratorio


Disturbi d'ansia e attacchi di panico: Riduzione dei sintomi d'ansia attraverso la respirazione lenta e profonda con un netto miglioramento nella capacità di gestire le risposte ansiose.


Disturbi dello stress post-traumatico (PTSD): Miglioramento del controllo emotivo.


Disturbi del tono dell’umore e degli stati depressivi: Miglioramento dell'umore attraverso la regolazione della respirazione e della migliorata neurovascolarizzazione della PFC.


Disturbi del sonno: Promozione del rilassamento per migliorare il sonno e regolazione delle onde cerebrali che favoriscono un sonno profondo e ristoratore.


Disturbi dell'attenzione (ADHD): Miglioramento della concentrazione e della gestione dell'impulsività.


Disturbi dell’alimentazione e dipendenze.


Riduzione dello stress: Diminuisce i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress.


Miglioramento dell'umore: Favorisce il rilascio di endorfine, promuovendo un migliore stato d'animo.


Miglioramento della concentrazione: La respirazione lenta controllata può migliorare la focalizzazione mentre il Neurofeedback migliora le 9 funzioni primarie della PFC (corteccia prefrontale).


Conclusioni

Il biofeedback respiratorio e il Neurofeedback sono utili complementi alla terapia tradizionale.


Migliorano la regolazione emotiva, riducono lo stress e promuovono il benessere emotivo.


Offrono risultati concreti in diverse condizioni psicologiche.


La personalizzazione del trattamento lo rende un'opzione innovativa e applicabile a tutti e a qualsiasi età.

Richiedono l'addestramento e la supervisione di un terapeuta qualificato.


Contatti

Per ulteriori informazioni o per prenotare una consulenza, potete contattarmi tramite il sito www.francescacarfora.com oppure scrivendomi a fcarfora.psico@gmail.com


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